Verbale della Commissione
giudicatrice della XXI edizione del Premio nazionale di poesia
La Giuria della ventunesima edizione del Premio
nazionale di poesia "IL RASTRELLO", indetto ed organizzato dalla Cooperativa
di Cultura e Sport "Emilio Bianchi" di Masiano, composta da Rossella
Bonacchi, Carlo Bugiani, Giovanni Burchietti, Patrizia Galardini, Francesco
Sgarano e Giampaolo Bianchi (presidente), dopo una prima disamina delle circa
300 poesie presentate al concorso, tutte rigorosamente anonime, nel corso
dell'ul-tima riunione svoltasi l' 8 Luglio, ha proceduto alla selezio-ne
delle opere assegnando all'unanimità i seguenti premi:
1° PREMIO (Rastrello d'oro, Buono di euro 700,00 offerti dalla Banca di Credito
Cooperativo di Masiano e Targa della Provincia di Pistoia) a GIOVANELLI LUCIA
di Parma per la poesia "Per poco" con la seguente
motivazione:
sono
i 'dettagli', le piccole cose, presenti in tutte le tre liriche
dell'autrice, che danno un significato più profondo alla nostra vita poiché
fanno sognare l'anima sensibile, ricca di fantasia, capace di coglierle e di
interpretarle. Nella composizione dal titolo "Per poco",
protagonista è un piccolo fiore che, quasi miracolosamente, sboccia fra le
crepe di una sorgente ombrosa, ancora circondata dalla neve. Il vento notturno
gelerà la timida primula ma la memoria di quel fiore rimarrà indelebile
nell'animo di chi ha saputo scoprirlo ed ora attende, forse con maggior fiducia,
una luce che rischiari 'la desolata uniformità’ della vita.
Il linguaggio delicato e armonioso, semplice ed insieme raffinato, accentua la musicalità fortemente suggestiva della lirica che trasmette al lettore una intensa emozione.
2° PREMIO (Rastrello d'argento, Buono di euro 400,00 offerti
dalla Banca di Credito Cooperativo di Masiano e Targa del Comune di
Pistoia) a MICOLANO GUALBERTO di Firenze per la lirica "Gocce di
rima in boccia di rame" con la seguente motivazione:
l'autore, nelle prime due composizioni presentate al concorso, rivolge la
sua attenzione su alcuni aspetti dell'attività poetica, utilizzando, però,
registro e intona-zione differenti. Nella prima, dal titolo, già indicativo, "Gocce
di rima in boccia di rame", il tema della rima diviene protagonista di
un gioco scherzoso che ne mette, comunque, in risalto le varie ed in
apparenza contrad-dittorie potenzialità. La rima è imprevedibile come l'onda
del mare e sembra guidare, a suo piacimento la penna del poeta che quasi
scompare nel momento della creazione. L'alternanza del ritmo descrittivo ora
concitato ora più riposato, l'uso sapiente delle rime interne, l'accostamento
divertito e divertente di parole somiglianti dal punto di vista fonico ma dal
significato differente, se non addirti-tura opposto, rivelano una originale ed
apprezzabile padro-nanza dello strumento linguistico.
3° PREMIO (Rastrello
d'argento, Buono di euro 250,00 offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di
Masiano e Targa della Agenzia per il Turismo di Pistoia) a AVERINI ALBERTO
di Roma per la lirica "Villa Ada" con la seguente
motivazione:
l'autore affronta il tema della sofferenza, della solitudine, della
sconfitta, senza compiacimento, con dignitoso riserbo, sorretto da una lucida
volontà di comprensione razionale. Dalla città, simbolo di incomunicabilità
nella 'corsa centri-fuga’ delle sue vie, il poeta sembra fuggire in
un meriggio estivo per sostare in una radura assolata, pullulante, nella
stenta vegetazione, di insetti invisibili. L'ambiente naturale non costituisce,
come nella celebre composizione di Montale "Meriggiare", la
prigione da cui non si può evadere ma una pausa di relativa quiete, poiché
offre la possibilità di estraniarsi e di trovare un momentaneo conforto alla
pena di vivere. Il linguaggio si affida ad uno schema metrico classico (tre
strofe e un distico finale di endecasillabi sciolti) e ad un lessico asciutto,
misurato ed insieme vivo ed elegante, frutto di un'accurata ricerca verbale e di
una notevole compostezza formale ed interiore.
La Giuria ha deciso di segnalare i seguenti sette
poeti che riceveranno una Targa ed un Diploma offerti dalla Banca di Credito
Cooperativo di Masiano: CALZOLARI SARA di Parma, FOCARELLI BUGIANI LUCIA di
Pistoia, GALLIGANI TOMMASO di Pistoia, MEACCI IDRIA di Rosario Argentina,
SABBIONI ANNA MARIA di Terni, STERI SUSETTA di Pistoia e TORTELLA MOSCONI
LICIA di Verona. Ad uno dei sette autori segnalati dalla Giuria, verrà
attribuito con votazione popolare un buono di 150,00 euro.
La Commissione giudicatrice, conclusi i lavori,
rivolge un particolare ringraziamento alla Cooperativa "Emilio
Bianchi" per l'organizzazione del Premio, alla Banca di Credito
Cooperativo di Masiano per il generoso contributo ed esprime gratitudine agli
Enti patrocinatori e a quanti hanno collaborato al successo di questa XXI
edizione.
Un particolare ringraziamento va rivolto ad Enrica
Aschieri che con competenza ed impegno continuo ha sostituito Ivo Cappellini,
per tanti anni Segretario ed infaticabile organizzatore del Premio.
Un caloroso saluto ai poeti partecipanti e vive
congratulazioni agli autori premiati.
IL PRESIDENTE
Giampaolo Bianchi
POESIE
PREMIATE
LUCIA
GIOVANELLI
PER POCO
Raccolta
in umida ombra,indugia ancora la neve nel cerchio
di pietre
corrose e cadenti
tenero
abbraccio all’antica sorgente.
C’è
silenzio odoroso di muschi fra i pori grondanti
tremule
stille d’un tempo infinito,
e in una
crepa allietata da giovani steli
che hanno
lo stesso pallore dell’alba
una
primula s’è aperta alla vita.
Ingordo,
il piccolo fiore dilata la sua ansia di luce
di questo
fragile sole di marzo:
spacca il
grigio pertugio fra i sassi,
ascolta le
voci smorzate di brezze,
sibilline
parole che narran di sogni e di eventi.
Per poco.
Con lunghe
pallide dita, un cupo vento notturno,
algido
fiato di stelle lontane invidiose
ha chiuso
il piccolo fiore in un arabesco di ghiaccio.
Il suo oro
s’è spento nel sole, s’è spento il suo sogno di vita.
E la
vergine acqua che in liquida piega perenne si biscia
dirà la
memoria del fiore
a cespugli
di eriche, a trame sottili di felci,
a pallide
ore in attesa di eventi…
GUALBERTO
MICOLANO
GOCCE DI
RIMA IN BOCCIA DI RAME
La rima (da prima)
ritorna (di suono si forma)
risale dal mare,
fluisce di strisce,
irradia, di sole la spiaggia di
sale,
dipinge…e si stringe,
si in-tende, si at-tende,
si es-tende, riprende (il verso la
rende)
ma resta alla soglia
discende,
fin quando si arrende.
Si allenta, ma a un tratto si
avventa,
s’impenna di panna,
la piglia di penna e si scaglia di
cuore
un seme di paglia, che vola, e che
muore;
Volteggia e ricade:
sul velo dell’acqua s’infrange,e
riflette
una frangia di rose, e di torta tre
fette;
Poi s’insinua, di risa, una spina,
di miele,
una goccia di sangue ed un rovo di
fiele,
ma torna dal fiume e risboccia nel
mare
una rima che prima era in goccia,
era in boccia.
ALBERT0
AVERINI
VILLA ADA
Meriggio estenuato di calura.
Una radura, orlata di cespugli;
svettano i pini, più distanti, in
cerchio:
verdi dita protese immote all’aria
come radici ad afferrarsi al cielo.
E la città sembra remota, estranea,
un altro mondo ove s’affolla gente
a una corsa centrifuga di vie.
Solo, nell’ora lenta che ristagna,
districato dal giorno che disgrega,
attardo inerte e smemorato passi
d’anima e corpo ignudi ed indifesi
tra cespi disseccati e qualche fiore
-giallo grido sull’arido terreno-
sbocciato a stento e pronto ad
appassire
senza memoria d’acqua alla sua
vita.
Solitudine stanca di parole,
stremati giorni che il silenzio
asseta.
Io mi disciolgo a un coro di cicale
cui solo dà vigore e canto il sole.
Forse soltanto qui, tra questa pace,
in un brusio di vita, un pullulare
fecondo e inavvertibile d’insetti
l’essere ha senso, e ha senso
essere vivo
e l’esser vivo è perdersi,
estraniato…
Varco quel muro, alla città
ritorno.
E sono pronto all’ultima
sconfitta.
SARA
CALZOLARI
L’ASSENZA
Oggi, forse, non ricorderai più.
Quello era un marzo acerbo,
sprofondato ancora nell’inverno.
Non colpiva, né inondava di luce:
pioveva, pioveva…
Dalla finestrella, dirigevo, ad ogni
albeggiare,
sguardi ubriachi di speranza, ma…
vedevo piante morire già al loro
primo fiorire.
Nell’umido angolo del giardino,
laggiù,
avevo curato l’ultima rosa gialla,
la più delicata,
che mi cantava, con una soave voce
di madre,
l’armonia del suo mondo
d’incensi e di profumi.
Oggi, vive di rari sprazzi di
memoria e mastica
solo gocce di nebbia. Non soffia
nemmeno
un flebile alito di vento,
per sgrondarne i petali piangenti.
Io ti ripenso a quando mi rincorrevi
tra i viburni
e tra i dolci virgulti della
primavera.
Poi, quando strapiomba la nera
notte,
un lampo bianco fa urlare un cielo
che si schiude.
Arrivederci, fratello. Porto sempre,
nel cuore,
un po’ di te, della tua vaga
infelicità, tracce della tua
tormentata inquietudine, che non ho
mai guarito.
Mi giungono, a volte, echi
d’infinito, da molto
lontano, come un suono quasi spento
di campana.
Vedo trasparire, ai piedi di candide
montagne,
l’olmo, imponente e vecchio. Grida
che gli mancano
l’odore dell’erba e del pane, il
bacio dell’aurora e la polvere,
i campi del sudore e la rugiada
della rosa gialla.
Torna a questa terra che parla di
te,
torna, nero di sole, a vivermi qui,
per ascoltare i rumorosi silenzi
delle valli infinite.
Torna, tra i solchi tracciati dalla
tua fatica,
a respirare quest’aria intrisa
della tua assenza eterna.
Ora, sento finalmente
il suono delle tue lacrime.
LUCIA
FOCARELLI BUGIANI
IO HO UN
GIARDINO
Io ho un giardino
dove il merlo dal becco
giallo
mollica e fugge via sul ramo
del pero cotogno.
Io ho un giardino
dove la Tarta e il Rugo
spingono il Rughino
a bere rugiada
sulla foglia dell’erica e della
dicondra.
Io ho un giardino
dove Principessa
tigreggia sul ramo più alto
del querciolo,e
Palla di Lardo sulla panchina
sogna estati più veloci
e lucertole d’oro.
Io ho un giardino
dove all’ombra del muretto
la dalia
schizza dardi di velluto rosso
verso il sole
d’agosto
e il corbezzolo, che si appoggia
alla gronda,
ciondola fiori di neve
e frutti di porpora e miele.
Io ho un giardino
con Dana la cana
che corre al merlo, al gatto,
alla lumaca, e al cervo che vola,
che svoltola terra e viole
e ghiande.
Io ho un giardino
di rose e di profumi
che iniziano a marzo
e muoiono d’ottobre
e muore l’erba e le foglie
e le formiche e le farfalle.
TOMMASO
GALLIGANI
MADRE
Accarezza le mie spine,
Prometto che ti ferirai
Ma diecimila abbracci sbocceranno
Da ogni stilla del tuo limpido
sangue
Che sciolga il suo calore vermiglio
Nell’antico amplesso con la nuda
terra
Tu sei madre, e conosci l’inizio,
La scintilla pulsante del nulla che
si fa vita;
Io sono figlio, e non comprendo
Le voci di dentro, che chiamano
all’origine
Quando solo ero un sorriso
Nel più opaco dei tuoi sogni
…e lo sono.
Accarezza le mie spine, madre,
Ti prego,
Prometto che griderai
Ma io prosciugherò la tua voce
E ne inciderò ogni nota
Sul libro inquieto del mio cuore,
E sarai indelebile,
Perpetua,
Madre
IDRIA
MEACCI
ALBERI E FOGLIE
Mi piace
osservare gli alberi
e le foglie
che si muovono
mentre fra l’una e l’altra
il cielo azzurro
tutti noi ci guarda.
Ogni foglia
ha la sua storia
che ci può raccontare
se la guardiamo
con occhio di poeta.
Sono amiche
del vento e della pioggia
si fanno accarezzare
quando cade la neve
e bruciare dal sole
in piena estate.
Si staccano dall’albero
quando picchia l’autunno.
L’inverno…
raccoglie il testamento
e la vita germoglia
per cominciar di nuovo
in primavera!
C’insegnano
a staccarci piano piano
dall’albero della vita
per vivere di nuovo
in coloro che tanto
tanto ci hanno amato!
ANNA
MARIA SABBIONI
SOUVENIR
Cosa ricorderai di me
dopo il tramonto
se non quell’attimo
vissuto intensamente;
sarò pensiero
da ascoltare nel silenzio,
sarò parola
ripetuta nella mente,
sarò rinuncia
di un amore nato grande.
Cosa sarò per te
dopo la fine,
sarò l’azzurro
del cielo all’infinito,
sarò aquilone
sospeso tra le nubi,
sarò l’immenso
nel tuo adorato mare
e come tessera
di un mosaico bizantino
mi perderò
tra schegge variopinte
e mi vedrai
avanzare lentamente
coperta con la veste
di Arlecchino
nel gioco delle maschere
confuse nella nostra
identica commedia,
mi guarderai
e per te sarò soltanto
un colorato souvenir.
SUSETTA
STERI
ESTATE
Vivrai un’altra estate
nel sole dai colori abbaglianti,
e i raggi cocenti
ti scalderanno
più che io non possa.
Poiché poco s’intona al mio cuore
io la fuggirò ancora.
Chiuderò tutte le imposte
purchè la luce troppo forte
non ferisca i miei occhi
e la fresca penombra
dia un po’ di pace
alla mia anima inquieta.
Leggerai, forse, il mio libro
nei pomeriggi ombrosi,
dove il tuo sguardo,
a tratti, si perderà
nell’azzurro lontano,
quando un tremolante brillio
ingannerà il cuore.
Quel vento che conosciamo
ti porterà l’odore amaro
dell’oleandro
che si disperderà,
misto di salsedine,
come il mio già lontano.
Ascolterai verso sera
il suono del vento
alzarsi dai canneti,
dove, con roco stridio,
avidi gabbiani lasceranno orme
sulla sabbia bagnata,
che troverai
nel presto mattino,
se il mio pensiero
non le avrà cancellate
ancor prima di te.
LICIA
TORTELLA MOSCONI
ORA NON PIÚ
Non sono pettinate le viti.
Per la nenia di morte
hanno sciolto i capelli
sugli esili tronchi.
Riposano le cesoie
come te
nella terra che amavi.
Che diremo all’allodola
quando non ti vedrà
salire la collina
nell’alba delle speranze?
E chi sostituirà i fili arrugginiti
dall’usura del tempo?
Non ci saranno giorni profumati
dai verdi fiori dei racemi.
Altre mani non poteranno quei tralci
dove orecchini di grappoli
pendevano a deliziare lo sguardo.
E non più “nettare degli dei”
come solevo dirti ogni giorno
sarà il vino sulle mie labbra.
*
* * * *
*
* *
*
SEZIONE
ADULTI
1985 – CINZIA LOTTI
(Pistoia)
1986 – M. VITTORIA BENEFORTI
(Pistoia)
1987 – ROSARIO DE CRESCENZO
(Napoli)
1988 – GIOVANNI BOTTARO
(Pisa)
1989 – MARIO CONTE
(Firenze)
1990 – BENITO GALILEA
(Roma)
1991 – ARMANDO GIORGI
(Genova)
1992 – GIANCARLO INTERLANDI
(Catania)
1993 – WALTER MELANI
(Pistoia)
1994
– CESY BIANCHI PETITTI
(Livorno)
1995 – GIUSI VERBARO
(Firenze)
1996 – BENITO GALILEA
(Roma)
1997 – GIOVANNI BOTTARO
(Pisa)
1998 – GIANCARLO INTERLANDI
(Catania)
1999 – WALTER MELANI
(Pistoia)
2000 – ALDA MAGNANI
(Parma)
2001 – LORIANA CAPECCHI
(Pistoia)
2002 – MINA ANTONELLI
(Bari)
2003 – JOLE ANDREONI FILIPPI
(Livorno)
2004 – BRUNO LAZZEROTTI
(Milano)
2005 – LUCIA GIOVANELLI
(Parma)
SEZIONE
GIOVANI
1998 – LORIANA LANDINI
(Novara)
1999 – LAURA RUZZA
(Roma)
2000 – ANDREA PAGANO
(Pistoia)
2001 – NON EFFETTUATA
Il
saluto del Presidente
siamo di nuovo qui riuniti per il nostro appuntamento con la poesia in
occasione della XXI edizione del Premio di poesia “IL RASTRELLO”.
Vogliamo, prima di tutto, esprimere la nostra gratitudine ai poeti
partecipanti e porgere le nostre più vive congratulazioni ai premiati.
Nelle loro liriche, da cui traspare la complessità della vita con i suoi sogni,
dolori, speranze, inquietudini, tutti noi ci riconosciamo. La poesia, questa
straordinaria forma espressiva, ancora oggi è in grado, con la sua ricchezza di
significato e la sua capacità evocativa, di sollecitare la nostra mente e la
nostra immaginazione e di suscitare emozioni.
Ringraziamo la Giuria per il lavoro svolto nella scelta delle liriche, in
particolare salutiamo i nuovi Membri, il sig. Carlo Bugiani e la Prof. Rossella
Bonacchi, ringraziandoli per la disponibilità con cui hanno accolto il nostro
invito.
Esprimiamo la nostra gratitudine agli Enti Patroci-natori, la Provincia, il Comune, l’Agenzia per il Turismo “Abetone - Pistoia - Montagna P.se” e alla Banca di Credito Cooperativo di Masiano, per il suo determinante apporto in qualità di Sponsor. Ringraziamo il signor Bugiani per la lettura delle poesie premiate e la signora Enrica Aschieri che ha curato la stampa del quaderno degli Atti.
A tutti i presenti, Autorità, Rappresentanze, Signore e Signori un
ringraziamento per la partecipazione
ed un arrivederci alla prossima edizione de
“IL RASTRELLO”.
Il
Presidente
Iliano Galardini