Verbale della Commissione giudicatrice della XXI edizione del Premio nazionale di poesia

"IL RASTRELLO" 2005

 

 

La Giuria della ventunesima edizione del Premio nazionale di poesia "IL RASTRELLO", indetto ed organizzato dalla Cooperativa di Cultura e Sport "Emilio Bianchi" di Masiano, composta da Rossella Bonacchi, Carlo Bugiani, Giovanni Burchietti, Patrizia Galardini, Francesco Sgarano e Giampaolo Bianchi (presidente), dopo una prima disamina delle circa 300 poesie presentate al concorso, tutte rigorosamente anonime, nel corso dell'ul-tima riunione svoltasi l' 8 Luglio, ha proceduto alla selezio-ne delle opere assegnando all'unanimità i seguenti premi:

          1° PREMIO (Rastrello d'oro, Buono di euro 700,00 offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Masiano e Targa della Provincia di Pistoia) a GIOVANELLI LUCIA di Parma per la poesia "Per poco" con la seguente motivazione:

sono i 'dettagli', le piccole cose, presenti in tutte le tre liriche dell'autrice, che danno un significato più profondo alla nostra vita poiché fanno sognare l'anima sensibile, ricca di fantasia, capace di coglierle e di interpretarle. Nella composizione dal titolo "Per poco", protagonista è un piccolo fiore che, quasi miracolosamente, sboccia fra le crepe di una sorgente ombrosa, ancora circondata dalla neve. Il vento notturno gelerà la timida primula ma la memoria di quel fiore rimarrà indelebile nell'animo di chi ha saputo scoprirlo ed ora attende, forse con maggior fiducia, una luce che rischiari 'la desolata uniformità’ della vita.

Il linguaggio delicato e armonioso, semplice ed insieme raffinato, accentua la musicalità fortemente suggestiva della lirica che trasmette al lettore una intensa emozione.

2° PREMIO (Rastrello d'argento, Buono di euro 400,00 offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Masiano e Targa del Comune di Pistoia) a MICOLANO GUALBERTO di Firenze per la lirica "Gocce di rima in boccia di rame" con la seguente motivazione:

l'autore, nelle prime due composizioni presentate al concorso, rivolge la sua attenzione su alcuni aspetti dell'attività poetica, utilizzando, però, registro e intona-zione differenti. Nella prima, dal titolo, già indicativo, "Gocce di rima in boccia di rame", il tema della rima diviene protagonista di un gioco scherzoso che ne mette, comunque, in risalto le varie ed in apparenza contrad-dittorie potenzialità. La rima è imprevedibile come l'onda del mare e sembra guidare, a suo piacimento la penna del poeta che quasi scompare nel momento della creazione. L'alternanza del ritmo descrittivo ora concitato ora più riposato, l'uso sapiente delle rime interne, l'accostamento divertito e divertente di parole somiglianti dal punto di vista fonico ma dal significato differente, se non addirti-tura opposto, rivelano una originale ed apprezzabile padro-nanza dello strumento linguistico.

3° PREMIO (Rastrello d'argento, Buono di euro 250,00 offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Masiano e Targa della Agenzia per il Turismo di Pistoia) a AVERINI ALBERTO di Roma per la lirica "Villa Ada" con la seguente motivazione:

l'autore affronta il tema della sofferenza, della solitudine, della sconfitta, senza compiacimento, con dignitoso riserbo, sorretto da una lucida volontà di comprensione razionale. Dalla città, simbolo di incomunicabilità nella 'corsa centri-fuga’ delle sue vie, il poeta sembra fuggire in un  meriggio estivo per sostare in una radura assolata, pullulante, nella stenta vegetazione, di insetti invisibili. L'ambiente naturale non costituisce, come nella celebre composizione di Montale "Meriggiare", la prigione da cui non si può evadere ma una pausa di relativa quiete, poiché offre la possibilità di estraniarsi e di trovare un momentaneo conforto alla pena di vivere. Il linguaggio si affida ad uno schema metrico classico (tre strofe e un distico finale di endecasillabi sciolti) e ad un lessico asciutto, misurato ed insieme vivo ed elegante, frutto di un'accurata ricerca verbale e di una notevole compostezza formale ed interiore.

La Giuria ha deciso di segnalare i seguenti sette poeti che riceveranno una Targa ed un Diploma offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Masiano: CALZOLARI SARA di Parma, FOCARELLI BUGIANI LUCIA di Pistoia, GALLIGANI TOMMASO di Pistoia, MEACCI IDRIA di Rosario Argentina, SABBIONI ANNA MARIA di Terni, STERI SUSETTA di Pistoia e TORTELLA MOSCONI LICIA di Verona. Ad uno dei sette autori segnalati dalla Giuria, verrà attribuito con votazione popolare un buono di 150,00 euro.

La Commissione giudicatrice, conclusi i lavori, rivolge un particolare ringraziamento alla Cooperativa "Emilio Bianchi" per l'organizzazione del Premio, alla Banca di Credito Cooperativo di Masiano per il generoso contributo ed esprime gratitudine agli Enti patrocinatori e a quanti hanno collaborato al successo di questa XXI edizione.

Un particolare ringraziamento va rivolto ad Enrica Aschieri che con competenza ed impegno continuo ha sostituito Ivo Cappellini, per tanti anni Segretario ed infaticabile organizzatore del Premio.

Un caloroso saluto ai poeti partecipanti e vive congratulazioni agli autori premiati.

 

                                             IL PRESIDENTE

                                            Giampaolo Bianchi

                                                                                                      

 

 

POESIE PREMIATE

 


 

 

LUCIA GIOVANELLI

 

PER POCO

 

Raccolta in umida ombra,indugia ancora la neve nel cerchio

di pietre corrose e cadenti

tenero abbraccio all’antica sorgente.

C’è silenzio odoroso di muschi fra i pori grondanti

tremule stille d’un tempo infinito,

e in una crepa allietata da giovani steli

che hanno lo stesso pallore dell’alba

una primula s’è aperta alla vita.

Ingordo, il piccolo fiore dilata la sua ansia di luce

di questo fragile sole di marzo:

spacca il grigio pertugio fra i sassi,

ascolta le voci smorzate di brezze,

sibilline parole che narran di sogni e di eventi.

Per poco.

Con lunghe pallide dita, un cupo vento notturno,

algido fiato di stelle lontane invidiose

ha chiuso il piccolo fiore in un arabesco di ghiaccio.

Il suo oro s’è spento nel sole, s’è spento il suo sogno di vita.

E la vergine acqua che in liquida piega perenne si biscia

dirà la memoria del fiore

a cespugli di eriche, a trame sottili di felci,

a pallide ore in attesa di eventi…

 


 

GUALBERTO MICOLANO

 

GOCCE DI RIMA IN BOCCIA DI RAME

 

La rima (da prima)

ritorna (di suono si forma)

risale dal mare,

fluisce di strisce,

irradia, di sole la spiaggia di sale,

dipinge…e si stringe,

si in-tende, si at-tende,

si es-tende, riprende (il verso la rende)

ma resta alla soglia

discende,

fin quando si arrende.

 

Si allenta, ma a un tratto si avventa,

s’impenna di panna,

la piglia di penna e si scaglia di cuore

un seme di paglia, che vola, e che muore;

Volteggia e ricade:

sul velo dell’acqua s’infrange,e riflette

una frangia di rose, e di torta tre fette;

Poi s’insinua, di risa, una spina, di miele,

una goccia di sangue ed un rovo di fiele,

ma torna dal fiume e risboccia nel mare

una rima che prima era in goccia,

era in boccia.

 

   

 


 

 

ALBERT0 AVERINI

 

VILLA ADA

 

Meriggio estenuato di calura.

Una radura, orlata di cespugli;

svettano i pini, più distanti, in cerchio:

verdi dita protese immote all’aria

come radici ad afferrarsi al cielo.

E la città sembra remota, estranea,

un altro mondo ove s’affolla gente

a una corsa centrifuga di vie.

 

Solo, nell’ora lenta che ristagna,

districato dal giorno che disgrega,

attardo inerte e smemorato passi

d’anima e corpo ignudi ed indifesi

tra cespi disseccati e qualche fiore

-giallo grido sull’arido terreno-

sbocciato a stento e pronto ad appassire

senza memoria d’acqua alla sua vita.

 

Solitudine stanca di parole,

stremati giorni che il silenzio asseta.

Io mi disciolgo a un coro di cicale

cui solo dà vigore e canto il sole.

Forse soltanto qui, tra questa pace,

in un brusio di vita, un pullulare

fecondo e inavvertibile d’insetti

l’essere ha senso, e ha senso essere vivo

e l’esser vivo è perdersi, estraniato…

 

Varco quel muro, alla città ritorno.

E sono pronto all’ultima sconfitta.

 

 


 

SARA CALZOLARI

L’ASSENZA

 

Oggi, forse, non ricorderai più.

Quello era un marzo acerbo,

sprofondato ancora nell’inverno.

Non colpiva, né inondava di luce: pioveva, pioveva…

 

Dalla finestrella, dirigevo, ad ogni albeggiare,

sguardi ubriachi di speranza, ma…

vedevo piante morire già al loro primo fiorire.

Nell’umido angolo del giardino, laggiù,

avevo curato l’ultima rosa gialla, la più delicata,

che mi cantava, con una soave voce di madre,

l’armonia del suo mondo d’incensi e di profumi.

 

Oggi, vive di rari sprazzi di memoria e mastica

solo gocce di nebbia. Non soffia nemmeno

un flebile alito di vento,

per sgrondarne i petali piangenti.

 

Io ti ripenso a quando mi rincorrevi tra i viburni

e tra i dolci virgulti della primavera.

Poi, quando strapiomba la nera notte,

un lampo bianco fa urlare un cielo che si schiude.

 

Arrivederci, fratello. Porto sempre, nel cuore,

un po’ di te, della tua vaga infelicità, tracce della tua

tormentata inquietudine, che non ho mai guarito.

 

Mi giungono, a volte, echi d’infinito, da molto

lontano, come un suono quasi spento di campana.

Vedo trasparire, ai piedi di candide montagne,

l’olmo, imponente e vecchio. Grida che gli mancano

l’odore dell’erba e del pane, il bacio dell’aurora e la polvere,

i campi del sudore e la rugiada della rosa gialla.

 

Torna a questa terra che parla di te,

torna, nero di sole, a vivermi qui,

per ascoltare i rumorosi silenzi delle valli infinite.

Torna, tra i solchi tracciati dalla tua fatica,

a respirare quest’aria intrisa

della tua assenza eterna.

 

 

Ora, sento finalmente

il suono delle tue lacrime.

 

 


 

LUCIA FOCARELLI BUGIANI

 

IO HO UN GIARDINO

Io ho un giardino

dove il merlo dal becco

giallo

mollica e fugge via sul ramo

del pero cotogno.

 

Io ho un giardino

dove la Tarta e il Rugo

spingono il Rughino

a bere rugiada

sulla foglia dell’erica e della

dicondra.

 

Io ho un giardino

dove Principessa

tigreggia sul ramo più alto

del querciolo,e

Palla di Lardo sulla panchina

sogna estati più veloci

e lucertole d’oro.

 

Io ho un giardino

dove all’ombra del muretto

la dalia

schizza dardi di velluto rosso

verso il sole

d’agosto

e il corbezzolo, che si appoggia

alla gronda,

ciondola fiori di neve

e frutti di porpora e miele.

 

Io ho un giardino

con Dana la cana

che corre al merlo, al gatto,

alla lumaca, e al cervo che vola,

che svoltola terra e viole

e ghiande.

 

Io ho un giardino

di rose e di profumi

che iniziano a marzo

e muoiono d’ottobre

e muore l’erba e le foglie

e le formiche e le farfalle.

 


 

TOMMASO GALLIGANI

MADRE

 

Accarezza le mie spine,

Prometto che ti ferirai

Ma diecimila abbracci sbocceranno

Da ogni stilla del tuo limpido sangue

Che sciolga il suo calore vermiglio

Nell’antico amplesso con la nuda terra

 

Tu sei madre, e conosci l’inizio,

La scintilla pulsante del nulla che si fa vita;

Io sono figlio, e non comprendo

Le voci di dentro, che chiamano all’origine

Quando solo ero un sorriso

Nel più opaco dei tuoi sogni

…e lo sono.

 

Accarezza le mie spine, madre,

Ti prego,

Prometto che griderai

Ma io prosciugherò la tua voce

E ne inciderò ogni nota

Sul libro inquieto del mio cuore,

E sarai indelebile,

Perpetua,

Madre

 


 

 

IDRIA MEACCI

 

ALBERI E FOGLIE

 

 

Mi piace

osservare gli alberi

e le foglie

che si muovono

mentre fra l’una e l’altra

il cielo azzurro

tutti noi ci guarda.

 

Ogni foglia

ha la sua storia

che ci può raccontare

se la guardiamo

con occhio di poeta.

 

Sono amiche

del vento e della pioggia

si fanno accarezzare

quando cade la neve

e bruciare dal sole

in piena estate.

 

Si staccano dall’albero

quando picchia l’autunno.

L’inverno…

raccoglie il testamento

e la vita germoglia

per cominciar di nuovo

in primavera!

 

 

 

C’insegnano

a staccarci piano piano

dall’albero della vita

per vivere di nuovo

in coloro che tanto

tanto ci hanno amato!


 

 

 

ANNA MARIA SABBIONI

 

SOUVENIR

 

Cosa ricorderai di me

dopo il tramonto

se non quell’attimo

vissuto intensamente;

sarò pensiero

da ascoltare nel silenzio,

sarò parola

ripetuta nella mente,

sarò rinuncia

di un amore nato grande.

Cosa sarò per te

dopo la fine,

sarò l’azzurro

del cielo all’infinito,

sarò aquilone

sospeso tra le nubi,

sarò l’immenso

nel tuo adorato mare

e come tessera

di un mosaico bizantino

mi perderò

tra schegge variopinte

e mi vedrai

avanzare lentamente

coperta con la veste

di Arlecchino

nel gioco delle maschere

confuse nella nostra

identica commedia,

mi guarderai

e per te sarò soltanto

un colorato souvenir.

 


 

SUSETTA STERI

 

ESTATE

            Vivrai un’altra estate

nel sole dai colori abbaglianti,

e i raggi cocenti

ti scalderanno

più che io non possa.

Poiché poco s’intona al mio cuore

io la fuggirò ancora.

Chiuderò tutte le imposte

purchè la luce troppo forte

non ferisca i miei occhi

e la fresca penombra

dia un po’ di pace

alla mia anima inquieta.

Leggerai, forse, il mio libro

nei pomeriggi ombrosi,

dove il tuo sguardo,

a tratti, si perderà

nell’azzurro lontano,

quando un tremolante brillio

ingannerà il cuore.

Quel vento che conosciamo

ti porterà l’odore amaro dell’oleandro

che si disperderà,

misto di salsedine,

come il mio già lontano.

Ascolterai verso sera

il suono del vento

alzarsi dai canneti,

dove, con roco stridio,

avidi gabbiani lasceranno orme

sulla sabbia bagnata,

che troverai

nel presto mattino,

se il mio pensiero

non le avrà cancellate

ancor prima di te.

 


 

LICIA TORTELLA MOSCONI

 

 

ORA NON PIÚ

 

 

Non sono pettinate le viti.

Per la nenia di morte

hanno sciolto i capelli

sugli esili tronchi.

Riposano le cesoie

come te

nella terra che amavi.

Che diremo all’allodola

quando non ti vedrà

salire la collina

nell’alba delle speranze?

E chi sostituirà i fili arrugginiti

dall’usura del tempo?

Non ci saranno giorni profumati

dai verdi fiori dei racemi.

Altre mani non poteranno quei tralci

dove orecchini di grappoli

pendevano a deliziare lo sguardo.

E non più “nettare degli dei”

come solevo dirti ogni giorno

sarà il vino sulle mie labbra.

 

   


 

  ALBO D’ORO

 

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SEZIONE ADULTI

 

1985 – CINZIA LOTTI                                               (Pistoia)

1986 – M. VITTORIA BENEFORTI                         (Pistoia)

1987 – ROSARIO DE CRESCENZO                         (Napoli)

1988 – GIOVANNI BOTTARO                                      (Pisa)

1989 – MARIO CONTE                                            (Firenze)

1990 – BENITO GALILEA                                          (Roma)

1991 – ARMANDO GIORGI                                     (Genova)

1992 – GIANCARLO INTERLANDI                       (Catania)

1993 – WALTER MELANI                                        (Pistoia)

1994 – CESY BIANCHI PETITTI                           (Livorno)

1995 – GIUSI VERBARO                                         (Firenze)

1996 – BENITO GALILEA                                          (Roma)

1997 – GIOVANNI BOTTARO                                      (Pisa)

1998 – GIANCARLO INTERLANDI                       (Catania)

1999 – WALTER MELANI                                        (Pistoia)

2000 – ALDA MAGNANI                                           (Parma)

2001 – LORIANA CAPECCHI                                  (Pistoia)

2002 – MINA ANTONELLI                                           (Bari)

2003 – JOLE ANDREONI FILIPPI                        (Livorno)

2004 – BRUNO LAZZEROTTI                                  (Milano)

2005 – LUCIA GIOVANELLI                                    (Parma)

 

SEZIONE GIOVANI

 

1998 – LORIANA LANDINI                                     (Novara)

1999 – LAURA RUZZA                                                (Roma)

2000 – ANDREA PAGANO                                       (Pistoia)

2001 – NON EFFETTUATA


 Il saluto del Presidente

 

Signore e Signori,

 

            siamo di nuovo qui riuniti per il nostro appuntamento con la poesia in occasione della XXI edizione del Premio di poesia “IL RASTRELLO”.

            Vogliamo, prima di tutto, esprimere la nostra gratitudine ai poeti   partecipanti e porgere le nostre più vive congratulazioni ai premiati. Nelle loro liriche, da cui traspare la complessità della vita con i suoi sogni, dolori, speranze, inquietudini, tutti noi ci riconosciamo. La poesia, questa straordinaria forma espressiva, ancora oggi è in grado, con la sua ricchezza di significato e la sua capacità evocativa, di sollecitare la nostra mente e la nostra immaginazione e di suscitare emozioni.

            Ringraziamo la Giuria per il lavoro svolto nella scelta delle liriche, in particolare salutiamo i nuovi Membri, il sig. Carlo Bugiani e la Prof. Rossella Bonacchi, ringraziandoli per la disponibilità con cui hanno accolto il nostro invito.

            Esprimiamo la nostra gratitudine agli Enti Patroci-natori, la Provincia, il Comune, l’Agenzia per il Turismo “Abetone - Pistoia - Montagna P.se” e alla Banca di Credito Cooperativo di Masiano, per il suo determinante apporto in qualità di Sponsor. Ringraziamo il signor Bugiani per la lettura delle poesie premiate e la signora Enrica Aschieri che ha curato la stampa del quaderno degli Atti.

            A tutti i presenti, Autorità, Rappresentanze, Signore e Signori un ringraziamento per la partecipazione
ed un arrivederci alla prossima edizione de “IL RASTRELLO”.

 

                                                

 Il Presidente

    Iliano Galardini